venerdì 30 giugno 2017

MEZZ’ORA DI BACH PER 13 EURO E 6 CENTESIMI




Carlo Maria Parazzoli è dal ’99 primo violino solista dell’orchestra di Santa Cecilia a Roma. Uno dei migliori violinisti d’Italia suona in una stazione del metrò. Ha fatto questo esperimento per osservare le reazioni della gente: su 1760 passanti si fermano in 11. Irrigidito nel gelo del primo mattino, ha sceso passo dopo passo le scale fino al tunnel del metrò sotto via Lepanto. Portava una barba folta, capelli un po’ lunghi sulla fronte, era senza cappotto anche se il termometro segnava zero. Tutto ciò che aveva con sé era un grosso pullover grigio, guanti di lana mozzati all’altezza delle dita e un astuccio di pelle ammaccata fra le mani. Le quattro addette alla biglietteria della metropolitana l’hanno visto fermarsi proprio davanti al loro sportello e aprire la sua scatola con cura. Ne ha tirato fuori un violino. Ha poggiato il contenitore sul pavimento di linoleum nero, ha sparso con metodo quattro monete d’incoraggiamento sul velluto rosso della fodera. Ed è a quel punto che ha iniziato a suonare. Mi domando: Siamo sordi alla bellezza?

BIBLIOTECA D’INCANTO




Credo non vi sia nuova la foto della facciata di questa splendida biblioteca dall’architettura del tutto particolare, che sembra essere costruita con dei libri giganti. Forse non tutti sanno che si tratta della Kansans City Public Library, esempio lungimirante di come farsi conoscere in tutto il mondo. Ma la meraviglia non si ferma all’esterno. Dentro la biblioteca si trovano zone dall’arredamento classico, ma anche a tema, come nell’area per bambini che ripropone i libri giganti che i piccoli lettori hanno visto fuori. Altra particolarità: questa biblioteca è stata ricavata da una banca. Ciò che è curioso sta nel fatto di aver voluto fondere insieme la storia della biblioteca con quella della banca, mantenendo una stanza dedicata alla precedente mission di quel luogo. E’ vero che a noi lettori basta leggere i libri per sentirci in altri mondi, ma trovarli in luoghi che destano tanta meraviglia, favorisce certo la cosa. E forse induce tanti non lettori a entrare: chissà, magari gli scappa da leggere qualcosa.

CONSIGLI IN CUCINA 2



Gli ingredienti che non devono mai mancare in una cucina: la pasta, l’amore e la fantasia. La pasta è un alimento indispensabile che tutto il mondo ci invidia: sana, ricca di carboidrati che ricaricano le nostre riserve di energia. L’amore per il cibo, quello che da sempre allieta le nostre tavole. La fantasia, perché la pasta è un alimento che cambia gusto e sapore secondo gli ingredienti cui è accostata. Questo libro è dedicato a tutti gli amanti della pasta corta.

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giovedì 29 giugno 2017

IL RACCONTO BREVE



Scrivere un racconto breve è come maneggiare un congegno di precisione. Richiede una pratica ossessiva, poiché, ogni errore, ogni imperfezione, può svelare il mistero e distruggere la magia. Un altro grave difetto che la forma breve costringe, più del romanzo, è l’invadenza dell’autore, cioè l’inclinazione a pontificare, a giudicare e a compiacersi. La scrittura narcisista è sempre sgradevole ma nel racconto breve è tossica, soprattutto impossibile da camuffare. A volta il romanziere può o deve parlare di se stesso, invece l’autore di novelle, che ha il tempo contato, è costretto a tenersi in disparte e a far parlare solo i personaggi. Non puoi dilungarti, parlare di te, inoltre il racconto breve richiede di essere indiscreti. E’ un modo diverso per dire che bisogna stare in disparte, quasi nascosti. Stai viaggiando in treno, aspetti di imbarcarti su un aereo o stai bighellonando in una libreria e invece di farti gli affari tuoi cominci a osservare le persone che ti stanno intorno, e magari ascolti anche i loro discorsi. Per farlo bene, devi riuscire a non farti notare. Come pure quando riporti sulla pagina quello che hai visto e sentito. I personaggi di un racconto prendono vita solo quando l’autore diventa invisibile. Il suo posto è negli spazi bianchi delle pagine. Quelli in cui siede con il lettore per godersi insieme lo spettacolo del mondo.

IL SOSPIRO


Quando eravamo ragazzi e leggevamo i fumetti, incontravamo una scritta – Sob – ogni volta che qualcuno singhiozzava, e un’altra – Sigh – quando qualcuno sospirava, mentre si tossiva come Cough – Cough. Abbiamo cosi imparato che in inglese “to sob” vuol dire singhiozzare, “to sigh” vuol dire sospirare e “to cough” tossire. Le lingue s’imparano anche così.  Il sospiro è un protagonista della nostra vita, individuale e di relazione, uno di quegli eventi ordinari dei quali la scienza si è occupata poco e la letteratura, anche troppo. Una di quelle evenienze della vita quotidiana, delle quali, chi crede di sapere, sa tutto. E ne discutono. Come il sorriso, il riso o il singhiozzo, che arricchiscono il bagaglio delle nostre manifestazioni emotive: repertorio vario e affascinante del quale gli uomini hanno sempre discorso senza saperne quasi niente. D’altra parte, chi di noi non ha mai sospirato di nostalgia, di desiderio, di rimpianto, per ricordi fuggevoli o per angustie presenti, per amore, per scommessa o per rabbia, nelle diverse vicissitudini che costellano il cammino della vita?

CONSIGLI IN CUCINA



Gli ingredienti che non devono mai mancare in una cucina: la pasta, l’amore e la fantasia. La pasta è un alimento indispensabile che non può mancare nelle nostre tavole: sana e ricca di carboidrati che ricaricano le nostre riserve di energia. L’amore per il cibo, quello che da sempre allieta le nostre tavole. La fantasia, perché la pasta è un alimento che cambia gusto e sapore secondo gli ingredienti cui è accostata. Questo libro è dedicato a tutti gli amanti della pasta lunga.

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mercoledì 28 giugno 2017

CAPIRE IL VALORE DI UN ROMANZO




Scrivere un romanzo è come organizzare una festa, la cosa più difficile è creare la giusta atmosfera. Un romanzo, oltre a suscitare emozioni e sentimenti, deve avere lo scopo di illuminare, ristorare, ma soprattutto deve dare risposte a interrogativi importanti. Tutto il corpo partecipa a capirne il valore, e si avverte principalmente attraverso quel brivido estetico, come una scossa, che ti raggiunge fino ad attraversarti la spina dorsale! Scrivere un bel romanzo è un’idea che spesso balena nella testa di chi si trova ad avere tanti pensieri, fantasia e voglia di condividere, e alla fine, dopo aver letto il libro, possa esclamare: è bello, m’è piaciuto!

IL VALORE DI UN UOMO



“Tutta la vita a letto lo chiamate miracolo? Andare a cagare portato sopra una sedia voi lo chiamate miracolo? Prima sì che ero un miracolo, ero uomo come a Soreni ce ne sono forse due, o nemmeno. Adesso sono uno storpiato, uno che non vale l’aria che respira. Cento volte meglio sarebbe stato se fossi morto!” A quelle parole Bonaria tacque, volgendosi alla finestra da dove la luce del giorno ancora pieno illuminava la stanza di un irreale e caldo rosato. I puttini sul copriletto scintillavano sguaiatamente a quella carezza luminosa, generando tra le pieghe della ciniglia l’illusione ottica di una danza infantile e isterica. Bonaria raccolse lo scialle dalla sedia con un movimento breve, preludendo al congedo. Mentre usciva, mormorò: “E’ questo che pensi veramente, Nicola? Io credo che ti sbagli. Se basta una gamba a fare l’uomo, allora ogni tavolo è più uomo di te.”

Tratto da Accabadora di Michela Murgia

BUONA GIORNATA A TUTTI GLI AMICI... in compagnia di una piacevole lettura.



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martedì 27 giugno 2017

DUE MILIONI DI FAMIGLIE (ITALIANE) SENZA NEMMENO UN LIBRO IN CASA

 


Se fa piacere che il 65% delle famiglie italiane abbia in casa fino a 100 libri, e il 7% più di 400, non ci si può rallegrare che il 9% — percentuale che corrisponde a 2.300.000 famiglie, numero che fa ancora più impressione — dichiari di non avere in casa nemmeno un libro.
Di solito nelle inchieste si cerca di esagerare in positivo, tentando di trovare un libro di scuola o di cucina da qualche parte. No, in quelle famiglie non si trova un libro neanche per sbaglio.
Ora se la media nazionale è che quasi una famiglia su 10 non possiede libri, in determinate regioni del sud — purtroppo sempre quelle — si oltrepassa il 16 % arrivando fino al 18%!

BIBLIOTECHE FANTASIOSE: IL BIBLIOMULO




Può una biblioteca stare sul dorso di un mulo? In Venezuela un gruppo di studenti dell’Università Valle del Momboy ha avviato un servizio bibliotecario che fa circolare attraverso un mulo. Vi sono zone rurali in questo Stato talmente isolate e con strade così disagiate da rendere difficili i collegamenti delle popolazioni con città più grandi, inoltre, è irrimediabilmente ardua la possibilità di trasferire mezzi e idee in loco. È facile immaginare come gli abitanti di questi paesi abbiano risorse limitate e opportunità inesistenti. Un mulo è stata l’idea semplice, ma geniale per superare tutti questi ostacoli. La cultura non ha bisogno di sontuose sedi per essere davvero utile. E i principali destinatari del servizio, che sono i bambini, hanno diritto di accedervi a ogni costo. Un simpatico modo, questo del bibliomulo, per combattere l’analfabetismo, promuovere l’istruzione tra i più poveri e dare un’opportunità alle nuove generazioni.

LA BUONA CUCINA ITALIANA



I consigli pratici, le idee, i suggerimenti contenuti in questo ricco ricettario goloso permettono di riscoprire i sapori antichi e le sane tradizioni culinarie della nostra terra. Ritrovare i sapori della tradizione di questi piatti appetitosi, scoprire la possibilità di adattarli ai gusti e ai ritmi di oggi diventano gesti creativi, gratificanti e piacevoli.

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lunedì 26 giugno 2017

COME SI SCELGONO I LIBRI GIUSTI?


Come si scelgono i libri giusti tra le migliaia di proposte che arrivano in una casa editrice? Inoltre, una volta pubblicati, quali strumenti e strategie bisogna adottare per promuoverli? Infine, cosa deve contenere un testo per avere una possibilità di essere pubblicato? Partiamo innanzitutto dalla valutazione e selezione dei vari manoscritti. Qui ci viene incontro l’intuito e l’esperienza. Dopo aver letto il testo, la valutazione primaria è quella di accorgersi se l’autore ha capacità di raccontare, e cosi man mano si comincia ad affinare la capacità di giudizio che occorre, durante la selezione. Dopo questa iniziale ‘scrematura dei testi’, si passa a un’altra selezione e infine richiedere il manoscritto completo. Nel caso di un romanzo, per esempio, di solito ci si regola in questo modo. E’ fondamentale che nel romanzo ci sia una storia, cioè ci dev'essere qualcosa che cambi nella vita di chi lo legge. La lettura, non dev'essere vista solo come una semplice forma d’intrattenimento, ma deve trasmettere al lettore qualcosa di positivo. Ora si pone il problema di cercare i lettori. Dove trovarli? Sta prendendo consapevolezza quella di trovare spazi per organizzare presentazioni, incontri e musica dal vivo. In questi ambienti, all'aperto o al chiuso, sono allestite delle librerie per creare in tal modo comunità. Quello dell’editoria, è un settore molto complicato dove i grandi hanno mezzi economici maggiori e a volte usano i piccoli come scout. Molti autori, inoltre, passano spesso con i grandi editori, tentati da maggiori guadagni e dall'idea di raggiungere un pubblico più ampio.

HO SCRITTO UN LIBRO PER RICORDARMI CHI SONO


Un’antropologa ha scritto un libro su se stessa dal titolo “Incidenti di percorso”, dopo un intervento al cervello; è diventato un modo per riconoscersi e alleviare i danni subiti dalla mente. Dice di sé: “Rileggermi è stata una scoperta, incontro sempre una persona diversa. Dimentico che cosa ho detto, fatto, letto il giorno prima. Nella malattia si sono attivati i ricordi della mia infanzia ma sono di nuovo spariti.”

ANTIPASTI GHIOTTI



L’antipasto riserva sempre delle piacevoli sorprese. Con le sue molteplici preparazioni ghiotte e colorate, con gli ingredienti più vari e fantasiosi, ha il compito fondamentale, in un pranzo o in una cena, di introdurre lo stile e i sapori di quello che seguirà nelle portate principali. Questo pasto semplificato giunge fino a sostituire il primo piatto o, addirittura, un intero pranzo più impegnativo, con ricette di consistenza più leggera e allegra.

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domenica 25 giugno 2017

UNO SCRITTORE NON SERVE A SE STESSO, MA AGLI ALTRI




Di recente ho fatto un sogno. Ricevevo l’invito di una cena di gala nella quale si celebravano i 3.500 scrittori migliori di me. Era proprio scritto così, sull'invito, ed io ci andavo, e c’erano tutti gli scrittori che conosco, anche solo di nome, e che fossero migliori di me, era un dato di fatto indiscutibile, che io accettavo. In effetti, quello che provavo in mezzo a loro era molto simile allo stato d’animo che avevo da ragazzo quando facevo i tornei di tennis: gli avversari mi salutavano, io li risalutavo, erano migliori di me, non c’era nemmeno bisogno che mi battessero – discorso chiuso. Non c’era dolore, ecco. Il problema, semmai, era quella folla immensa di altri scrittori del tutto sconosciuti, mai sentiti nominare, che nemmeno mi salutavano – la grande maggioranza, in realtà, perché 3.500 sono tanti: onestamente, quella folla mi metteva a disagio, sapeva molto di fallimento. Ad ogni modo a un certo punto della cena, Stephen King prendeva la parola e faceva un discorso stupefacente, meraviglioso, tutto incentrato sul sollievo dell’essere migliore di me. Io lo ascoltavo ammirato. Riconoscevo che un discorso così non sarei mai stato in grado di farlo. Pensavo che quel sollievo non avrei mai potuto provarlo, poiché ero l’unico al mondo che non avrebbe mai potuto essere migliore di me.

BUONA DOMENICA A TUTTI GLI AMICI... in compagnia di una piacevole lettura

Libri in vetrina

sabato 24 giugno 2017

IL COLORE DELLA CAROTA


 In origine erano due le tonalità prevalenti della carota: la varietà violacea e quella tendente al grigio; varietà che nei giorni nostri sono ormai cadute in disuso nelle coltivazioni. Fu solamente negli ultimi anni del XVII secolo che, in Olanda, per rendere omaggio alla dinastia degli Orange, condottiera dell’indipendenza dallo stato spagnolo, alcuni agricoltori iniziarono a selezionare accuratamente sementi dalle quali nascevano carote dal colore arancione. La decisione fu poi apprezzata da tutti i paesi europei e da quei giorni in poi, il colore arancione, per la sua varietà gradevole alla vista e per il gusto più dolce e delicato, divenne la tonalità prevalente della carota. La vita spesso supera le aspettative con la sua magia.

BILANCIO DI UN LETTORE



Chissà perché amiamo tanto festeggiare la fine dell’anno quando ci costringe a fare un bilancio non sempre positivo. Sia chiaro: per come la vedo io, se non ci sono problemi gravi di salute, l’anno vecchio è sempre visto con favore e posso dire che il 2016 è stato così. Ma guardo anche agli eventi, ai progetti, ai desideri. In questo caso non tutto è andato come avrei desiderato. Ho imparato molte cose dal percorso intrapreso. Cose che forse mi saranno utili in futuro. Certamente ho capito molte dinamiche che prima mi sfuggivano. Se si presenteranno altre occasioni, sarò più prudente e cercherò di sognare di meno, certamente per un po’ sarà così. Sono un lettore, è difficile rinunciare, dopo aver chiuso il libro, a creare delle storie nella propria mente. In fondo i sogni sono questo: un libro scritto da noi su ciò che vorremmo ci accadesse. Sono certo che i miei propositi di lettura mi aiuteranno a stare meglio. Cercherò di rimettermi in forza e di riprendere il vecchio entusiasmo, ma con la prudenza necessaria. I libri mi salveranno? Su questo non ho dubbi. Finché mi sarà lasciata la possibilità di leggere nulla sarà davvero perduto.

 Buone letture a tutti voi!

venerdì 23 giugno 2017

LA CUCINA MEDITERRANEA: ANTIPASTI, PRIMI E SECONDI A BASE DI PESCE



La cucina mediterranea riserva sempre delle piacevoli sorprese. Un alimento indispensabile che non può mancare nelle nostre tavole è il pesce. Il pesce nella cultura del Mediterraneo è una combinazione perfetta di tradizione e di cucina sana. Sono ben note le sue proprietà nutritive e d’altra parte non ha potuto restare escluso dalle tavole mediterranee, proprio per la presenza dell’ambiente marino che ha formato nel tempo la storia dei paesi che si affacciano su questo mare.

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IL RICCO EMIRATO AFFIDA IL FUTURO ALLA PROMOZIONE DELLA LETTURA. E A UNA DONNA…


 Sharjah è uno dei sette Emirati Arabi. È piccolo ma molto ricco e ha deciso di impiegare le proprie ricchezze nella promozione della cultura e della lettura, a partire dall’età prescolare. Il merito è (soprattutto) di una donna, Bodour bint Sultan Al Qasimi, figlia dello sceicco Muhammad al-Qasimi: è lei la vera protagonista della spinta culturale dello Stato. Bodour bint Sultan Al Qasimi è una figura influente in molti settori del mondo arabo, specialmente nella cultura, nell’editoria e nella letteratura per l’infanzia. Nel 2007 ha fondato, e ne è direttrice, Kalimat, una casa editrice che pubblica libri arabi per bambini. Il progetto ha avuto successo, pubblicando negli anni 170 libri, molti dei quali hanno vinto premi letterari anche internazionali. La Kalimat ha inoltre venduto i diritti dei suoi libri in Italia, Svezia, Turchia, Inghilterra, Ungheria, Australia e Canada. Nel 2013 Bodour ha deciso di espandere la Kalimat, includendo la Horouf Educational Publishing, un’organizzazione che, insieme a Samsung, sviluppa progetti educativi dall’approccio innovativo: il programma ha lo scopo di fornire tecniche di apprendimento e di insegnamento sperimentali, a partire dall’età prescolare. Tuttavia l’impegno di Bodour per la diffusione della lettura e dell’educazione non finisce con la Kalimat, ma si estende al mondo della cultura e dell’editoria in generale. La figlia dello sceicco è infatti fondatrice e presidente della Emirates Publishers Association, che nel 2012 è entrata a far parte della IPA (International Publishers Association), all’interno della quale la stessa Bodour è stata eletta nel comitato esecutivo, prima donna araba nella storia. La sceicca ha anche fondato e dirige l’UAE (Union Arabic Emirates, Unione degli emirati arabi) Board on Books for Young People e la International Board on Books for Young People, un’organizzazione no-profit che riunisce in una rete globale i progetti che si pongono la missione di avvicinare i bambini alla lettura.

CANADA, LEGGI UN LIBRO IN VETRINA E TI FANNO LO SCONTO


Leggi un libro seduto in vetrina e il libraio ti fa lo sconto. La bizzarra iniziativa, probabilmente per la prima volta al mondo, è stata adottata dalla libreria Pantoute che si trova in rue Saint-Jean, nel centro storico di Quebec City in Canada, ed è rimbalzata ai quattro angoli del pianeta grazie ai social network che ne hanno amplificato i risultati di pubblico. Da quasi un mese, infatti, si stanno avvicendando su una graziosa e comoda poltroncina arancione decine e decine di clienti che possono usufruire di un abbassamento del prezzo di copertina del libro che va dal 15%, se la lettura in poltrona del medesimo è di mezz’ora, al 5%, se il tempo di lettura del libro da acquistare non supera i 15 minuti. “Si tratta di un’idea che stuzzicava la nostra fantasia da diversi anni”, ha spiegato il librario Patrick Bilodeau della Pantoute a ICI Radio-Canada. “Per quanto ne sappiamo, nessun altro ha mai realizzato qualcosa del genere”. L’iniziativa “La lettura in vetrina” è iniziata il 26 settembre scorso e finirà nelle prossime ore con un successo inatteso. I proprietari della Pantoute hanno lanciato la sfida direttamente su Facebook, e parallelamente sul più tradizionale sito web, incontrando subito i favori dei clienti. I gestori della libreria hanno ovviamente immortalato l’avvicendarsi dei clienti sulla poltrona di stoffa postando per giorni le foto degli insoliti lettori. Per ogni gruppo di foto pubblicato online un “Merci aux lecteurs” e centinaia di “like”. Molte le domande degli amici della Pantoute sul social: tra chi chiede se c’è ancora posto a chi elogia con “Genial!”, tra chi si offre di partire in aereo dalla Francia e rimanere in poltrona per una settimana a chi addirittura s’informa se l’iniziativa è legale. “15% di sconto su un libro nuovo è legale”, spiegano i titolari del negozio. “Inoltre, non stiamo sbagliando bersaglio sul tema del prezzo unico sui libri che speriamo vivamente venga approvato anche in Canada. Perché c’è una bella differenza tra fare lo sconto a un cliente che “irradia” la lettura attorno a lui, e vendere dei best-seller in perdita nei grandi magazzini”.

A TAVOLA!: RICETTE SEMPLICI E GUSTOSE A BASE DI LEGUMI


La cucina italiana riserva sempre delle piacevoli sorprese. Dalla zuppa più semplice allo sformato più raffinato, questi prodotti fanno parte della tradizione gastronomica italiana, sono i più comuni e siamo abituati a trovarli sempre sulle nostre tavole.

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giovedì 22 giugno 2017

E L’ECO RISPOSE…


ALLA RICERCA DEL LIBRO RARO




Vi racconto una storia. La signora che gestiva una piccola ma bella libreria dell’usato, non lontana dalla magnifica Chiesa di San Francesco, aveva appena comprato uno scatolone di libri dal solito studente in fase di trasloco. Non so perché ma, quando si cambia casa, per i libri finisce inevitabilmente male. Insomma, ero di fronte a quella situazione tipica del cacciatore di libri, lo scatolone appena arrivato in libreria. Fingendo di non trovare nulla d’interessante, comincio a dare un’occhiata. L’occhiata, da distratta diventa discreta. Da discreta si fa incuriosita, nel momento in cui vedo una copia de Il nome della rosa, di Umberto Eco. Mi immagino una 56° edizione, invece quasi mi viene un mancamento: è la prima, settembre 1980. Tra l’altro, il bollino SIAE mi dice che è una delle prime mille copie bollate. Sovra copertina intatta, libro in eccellenti condizioni. Dentro lo scatolone c’è anche una copia de L’isola del giorno prima, stesso autore, ma si tratta di un’edizione Club degli Editori. Domando timidamente il prezzo. “Oh, quelli dello scatolone devo ancora prezzarli – mi fa la signora – magari se ripassa nel pomeriggio…”. “Va bene – dico io, senza lasciar trasalire alcuna emozione umana. E poi aggiungo: comunque era solo per questo romanzo di Eco, che non ho mai letto e volevo cominciare adesso”. “Beh, mi fa lei, vediamo un po’; questo glielo posso mettere 8 euro…” “Ah, dico io, però magari ne avrei presi due, c’è anche Il nome della rosa”. Prende in mano il libro, lo apre e fa: “Caspita, ma è una prima edizione. Eh, questa… questa costa un po’ di più. Senta, per cortesia, ripassi nel pomeriggio perché senza sentire la mia socia non saprei che prezzo farle…”Risultato: il libro fu prezzato 50 euro, io lo rifiutai. Ne ho trovata una copia tre anni più tardi e l’ho pagata 80. Ben mi sta. In effetti l’esempio appena riportato è una vera e propria raccolta di errori da non commettere mai quando si cerca di comprare un libro. Innanzi tutto la questione dello scatolone. Lo scatolone è la magic box che ogni tanto compare nelle fiabe e dispensa doni inaspettati e magnifici. O magnifici poiché inaspettati. Non dovete mai permettere al libraio di impedirvi di rovistarvi. Il libraio deve comprendere che è un suo errore che uno scatolone pieno di libri non ancora visionati si trovi alla portata del compratore. Se ciò succede, deve arrendersi all’evidenza e soccombere, non può sfilarvelo di mano come se nulla fosse. D’altra parte, il libraio ha anche tutto il diritto di impedirvi di prendere libri che lui non abbia potuto visionare a piacere. È sul filo tagliente di questo contrasto, apparentemente irrisolvibile, che si nasconde il segreto di ogni vendita o acquisto.

LA MIA CUCINA: LIBRO DI RICETTE SEMPLICI E GUSTOSE


La cucina italiana riserva sempre delle piacevoli sorprese. Preparatevi a gustare queste semplici occasioni di puro piacere.

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mercoledì 21 giugno 2017

LA MAREA CARTACEA: LIBRI SENZA LETTORI




Nonostante la crisi, una delle tante malattie del nostro tempo è la proliferazione di libri di ogni genere, poiché la stampa digitale permette di tenere in catalogo pubblicazioni a rotazione bassa, stampando poche copie solo e se servono. La rete ha creato un mercato di nicchia, che porta sì a un allargamento della cultura ma anche al soffocamento di un’area di vendita incapace a digerire l’abbondanza di argomenti spesso oziosi, frivoli, alla moda e poco documentati. La marea cartacea prodotta in Italia si colloca ben alle spalle di quella europea. Il problema è che da noi quest’oceano culturale crea un’enorme confusione dove i libri di ricerca, saggistica e storia trovano pochissimi lettori anche tra addetti ai lavori, che leggono distrattamente e poco. Oggi il libro cartaceo deve vendere in fretta: nelle librerie potrà essere esposto al massimo alcuni mesi e poi tornerà indietro, perché la cultura del best-seller ha soppiantato quasi del tutto quella più rigorosa di saggistica e storica. Addirittura, la narrativa straniera prodotta da nomi già affermati, nonostante costi di più rimane la più gettonata. Purtroppo, i libri stampati con un contributo finanziario da parte dell’autore hanno breve vita perché privi di un’adeguata distribuzione. Addirittura lo scrittore può essere obbligato ad acquistare un numero di copie capace di compensare le spese di stampa, nonostante i bassi costi del digitale. D’altronde, in questo periodo di crisi dove il libro e la cultura assumono un carattere davvero marginale rispetto ai bisogni giornalieri, la parola d’ordine in Italia è: arrangiarsi per “campare” sulle velleità della marea infinita di scrittori esordienti. Ormai tutti scrivono e pochi leggono.

IL MISTERO DELLE PAROLE E DELLA NARRAZIONE



L’abilità di creare vita con le parole è essenzialmente un dono. Se uno l’ha già in partenza, può perfezionarla; se invece non l’ha, tanto vale lasciar stare. Un buon racconto non deve avere minor significato, né azione meno compiuta di un romanzo. Nel racconto non va tralasciato niente di essenziale alla vicenda. L’intera azione dev'essere adeguatamente motivata, e dotata di un inizio, uno sviluppo e una fine, benché non necessariamente in quest’ordine. Tra le persone apparentemente interessate, ben poche sono interessate a scrivere bene. A loro interessa pubblicare qualcosa, e se possibile fare un ‘colpaccio’. Essere uno scrittore, non scrivere. Vedere il proprio nome in cima a qualcosa di stampato, non importa cosa. E, a quanto pare, hanno la sensazione che tale obiettivo si possa raggiungere imparando alcune cosette sulle abitudini di lavoro, sui mercati e sugli argomenti in voga in un dato periodo.
Non è vero che a scrivere bene non si verrà mai pubblicati. Vero è che se si vuole scrivere bene e al tempo stesso vivere bene, meglio sarebbe fare in modo di ereditare del denaro o sposare un agente di cambio o una riccona capace di adoperare la macchina da scrivere.

BUONA GIORNATA A TUTTI GLI AMICI... in compagnia di una piacevole lettura.



Libri in vetrina

martedì 20 giugno 2017

SEMPRE MENO LETTORI: PERCHÉ?



 C’è una sorta di contrasto che invade la mentalità occidentale: la lettura è considerata importante, ma pochi leggono. Mentre Amnesty International denuncia gli attacchi alle scuole, nello Yemen, la stampa internazionale parla del progetto di togliere dalle biblioteche russe alcuni libri considerati “ideologicamente inadatti”, e in Germania si discute sulla ripubblicazione del Mein kampf di Adolf Hitler; in Italia si riscopre, per l’ennesima volta, quanto poco è considerata la lettura e la cultura in generale. Da ogni parte del mondo arrivano segnali che ci dicono che la conoscenza fornisce opportunità, aiuta a trovare soluzioni ai problemi, arricchisce le persone di una consapevolezza nuova. Eppure nella mentalità dell’occidentale il consumismo e l’ambizione alla ricchezza sembrano gli unici valori considerati. Da solo, questo dato mi sconforta. Non capisco come possa succedere che nei Paesi dove la possibilità di studiare non c’è, si desidera la cultura, mentre, dove si possono trovare occasioni di ogni genere, si respinge. Conoscere la letteratura ed essere capaci di parlarne è visto come inutile. Io credo fortemente che sia fondamentale promuovere la lettura. Ma finché non sarà socialmente considerata come merita, l’obiettivo rimarrà (ahimè) irraggiungibile.

PERCHÉ HO INTERVISTATO UN CLOCHARD?


Ho conosciuto il mondo dei senzatetto, quelli senza fissa dimora, addentrandomi nei loro problemi e difficoltà fatti d’incertezze e precarietà della vita, per rendermi conto delle drammatiche realtà in cui vivono i clochard. Queste persone, uomini e donne in età avanzata, “vivono” questa vita non per scelta, ma per circostanze diverse e a volte inspiegabili, costrette a vivere una vita diversa dalla mia. Anche loro fanno parte di questa società che li ha rifiutati, ed esigono, come tutti noi, aiuto, rispetto e comprensione, non compassione!       Ho conosciuto un mondo, dicevo, attraverso Roberto, il protagonista del mio libro Una vita da extracomunitario, che mi ha commosso tanto raccontandomi la sua storia e mi vergogno davvero pensare che sia stato più fortunato di lui!

lunedì 19 giugno 2017

E’ USCITO IL NUOVO LIBRO I mali che affliggono gli Italiani 3 / Recensione



Un libro che mostra l’indifferenza della nostra classe politica sui problemi reali del Paese, evidenziando un declino preoccupante che colpisce l’Italia, dagli anni sessanta a oggi!
Un libro consigliato agli Italiani, da leggere in questo momento, perché prendano coscienza dei “mali” che li affliggono!

In formato ebook e cartaceo
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LA CRESCITA DELLE LIBRERIE INDIPENDENTI


Secondo un rapporto di Nielsen BookScan, il 2015 è stato un anno positivo per le librerie indipendenti italiane, cioè quelle che non appartengono a catene o grandi gruppi, e che in Italia sono più di duemila: rispetto al 2014 sono aumentate sia le copie di libri che hanno venduto (+2,3 per cento) sia il valore del libri venduti (+1,9 per cento), molto meglio rispetto alle catene di librerie e alla grande distribuzione (supermercati e autogrill).

LA PRIMA LIBRERIA FISICA DI AMAZON


Il 3 novembre del 2015 Amazon ha aperto a Seattle Amazon Books, la sua prima libreria non virtuale. Vende circa seimila titoli, tutti selezionati in base alle votazioni e agli ordini dei clienti di Amazon, alle valutazioni dei suoi curatori e alla popolarità su Goodreads, un social network dedicato ai libri di proprietà di Amazon. L’apertura coincide con una fase calante delle vendite degli ebook negli Stati Uniti e con la crescita delle vendite delle librerie non virtuali, in particolare di quelle indipendenti.
Speriamo a presto anche in Italia.

domenica 18 giugno 2017

E’ USCITO IL NUOVO LIBRO: I mali che affliggono gli Italiani 3 / Trama



I mali che affliggono gli Italiani? Burocrazia e inefficienza!
Da uno studio recente realizzato sui principali “mali” del nostro Paese, è venuto fuori un quadro abbastanza negativo, dal quale risulta che, burocrazia, giungla normativa e costi amministrativi, sono diventati problemi a corollario di altri ancora più gravi: economia sommersa, evasione fiscale, inefficienza nelle istituzioni e infrastrutture.
Questi fattori hanno ormai raggiunto un impatto rilevante, con effetti devastanti sia per quanto concerne il debito pubblico, sia per quanto concerne le tanto attese riforme, necessarie per uscire dal rischio default.

In formato ebook e cartaceo
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SORRIDO, DUNQUE SONO



Da sempre l’uomo si è chiesto: “Io chi sono”? La domanda ha attraversato i secoli e dato luogo a tante argomentazioni e ipotesi. Per il momento però le neuroscienze non hanno trovato alcuna risposta ragionevole a tale interrogativo, anzi non hanno individuato niente che possa corrispondere al nostro io. Tutto è divenuto ancora più attuale, quando si è visto che alcune parti del nostro cervello “sanno” prima di noi quello che stiamo per fare. Lo scopriamo assieme attraverso un gesto gentile: il sorriso. Il sorriso è un nostro segno distintivo, pieno di grande espressività e capace di trasmettere segnali inconfondibili, di non aggressività, di accoglienza e simpatia, ma anche di richiesta. Esistono due tipi di sorriso: uno forzato e parziale, che coinvolge solo alcuni muscoli del mento e delle guance, e uno spontaneo, totale e aperto, che coinvolge anche i muscoli intorno agli occhi, che così sembrano “ridere”.

IL PASSATO NON SI CAMBIA


“Rimpiangerò sempre di non essere stato qui a vedere le cose che ha visto lui. Ma così ha voluto il destino e dobbiamo accettarlo. Nella vita si può solo guardare avanti. Si può cambiare il futuro ma non il passato.”

Tratto da Finché le stelle saranno in cielo di Kristin Harmel

E’ USCITO IL NUOVO LIBRO

I mali che affliggono gli Italiani 3 / Sinossi

I mali che affliggono il nostro Paese sono tanti, e non basterebbe un solo libro per contenerli tutti, ma auspico che la buona volontà degli italiani, soprattutto da parte dei nostri governanti, possa affrontarli con impegno e serietà, e sarebbe davvero un bel passo avanti per la nostra amata Italia!

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sabato 17 giugno 2017

IL POTERE DELLE PAROLE




Un giorno un maestro illustrava agli allievi la notevole efficacia psicologica delle parole e come gli uomini soggiacciano a tale potere come in stato d’ipnosi. «Le parole, in se stesse, non hanno importanza, sono solo fattori secondari, non fatti reali. Eppure gli uomini si cibano esclusivamente di parole anziché di realtà. Reagiscono positivamente o negativamente in base a parole amabili o ingiuriose». «Non sono minimamente d’accordo!», ribatté un allievo alzatosi improvvisamente in piedi, «Le parole non hanno un tale potere su di noi!». «Lurido schifoso cane rognoso!», lo ingiuriò il maestro preso da un violento raptus, «Chi ti ha detto di alzarti! Rimettiti subito a sedere o ti faccio cacciare via a pedate!». L’allievo, cianotico in volto dall’ira, ribatté: «Ma come, proprio tu, un maestro che reagisce in questo modo indegno? Mi meraviglio di un tale comportamento! Vergognati!». «Chiedo umilmente perdono», rispose pacato il maestro, «Non so cosa mi è successo. Non era mia intenzione né offenderti né umiliarti. Ti prego ancora di scusarmi». A quelle parole l’allievo si rasserenò e tornò tranquillamente a sedersi. A quel punto il maestro disse: «Potete ora osservare il potere delle parole? Poche parole ingiuriose hanno ferito una persona e hanno provocato in lui un uragano d’ira. Poche parole amabili l’hanno gratificato e reso tranquillo. Qualche parola può significare ira o tranquillità! Le parole sono solo fattori secondari, non realtà effettive. Eppure l’uomo non riesce a scrollarsele di dosso e, come imprigionato, soggiace al loro potere».

IL FICO D’INDIA: LE INCREDIBILI PROPRIETÀ DEL SUO GEL



Quando si parla di Fichi d’India, di solito ci si riferisce ai deliziosi frutti della famiglia delle cactacee, un cactus che è presente nelle zone mediterranee del nostro paese, ed è utilizzato per segnare i confini tra le varie proprietà, oltre che come fonte di frutti: dove piove pochissimo, come in Sicilia e Sardegna, è in grado di sopravvivere conservando nelle sue pale la scarsa acqua. Nelle zone da cui proviene, il Messico, in particolare, è domesticato da millenni e reso ibrido in modo da perdere le grosse spine; è una pianta talmente importante da essere stata sacra per gli Aztechi, che la chiamavano Nopal. Sembra che sia giunta in Europa intorno al 1493, al ritorno della spedizione di Colombo e per l’alto contenuto di vitamina C nei frutti è stata una delle prime cure contro lo scorbuto. Le proprietà delle pale sono molto simili a quelle dell’aloe. Come cosmetico, il succo/gel estratto dalle pale, per centrifugazione, ad esempio, può essere utilizzato per lenire la pelle ustionata o graffiata, gli eritemi o curare i foruncoli. E’ cicatrizzante, disinfettante, si applica direttamente sulla pelle e quindi se siete al mare nelle regioni mediterranee, è veramente facile raccoglierne un po’ in caso di bisogno. Da un punto di vista alimentare, consumando il gel fresco, o aggiungendo pezzetti delle pale giovani ai frullati, si ottengono sostanze benefiche, che stimolano il sistema immunitario. Il gel che potete estrarre dalla pianta centrifugando le pale giovani, dopo aver rimosso le spine con un coltello affilato, e dopo averle ben lavate, contiene fibre, che sono utilizzate dalle industrie erboristiche poiché aiutano, se assunte prima dei pasti, a ridurre l’appetito, creando un senso di sazietà e stimolando ad assumere meno cibo.

venerdì 16 giugno 2017

TRA GLI SCAFFALI UN SUCCESSO DA MANUALE



In editoria la parola manuale è magica. Dà subito un senso di rassicurazione a chi lo acquista, dandogli l’idea di un’esposizione essenziale ma completa, ordinata e didatticamente accessibile. Tant’è vero che – sui 1520 manuali pubblicati – ben 843 contengono nel titolo o nel sottotitolo la parola “manuale”. In questa categoria, sono sempre numerosi i manuali pratici, che di solito iniziano con un “come” si deve fare qualcosa. C’è naturalmente ancora chi insegna come fare i lavori di casa o curare il mal di schiena o diventare milionari; ma adesso si affrontano tematiche anche più complesse: come allevare anatre felici, risparmiare i soldi (banche permettendo), creare una start-up, riconquistare il proprio ex, vincere l’ansia da separazione del proprio cane, imparare ad ascoltare, mollare tutto e cambiare vita…Sempre con un libro in mano.

AMNESIA DEL LETTORE: MAI PROVATA?




Questa forma di amnesia capita ai lettori forti nel momento in cui qualcuno chiede loro dei consigli di lettura. Come si fa a indicare il libro più adatto? Per assurdo è più difficile per chi ha letto tanti libri che per coloro che hanno nella testa pochi testi. E’ facilitato estremamente poiché… non ne conosce altri… Ma per il lettore forte è diverso. L’orgoglio di essere consultato su ciò che più ama, il sentirsi nell’autorevolezza dell’esperto lo porta a non voler fare brutta figura. Eppure nasce il panico. Le centinaia, anzi, no, le migliaia di titoli nella sua mente si accavallano l’un l’altro. E nel momento in cui dovrebbe pronunciare il nome del titolo in questione, tutto si annebbia. Cerca disperatamente di recuperare il titolo individuato, senza riuscirci. Tenta ancora, invano. Decide di trovare un altro titolo. Improvvisamente gli sembra di non aver letto mai nulla. Non ricorda più niente. Prova a visualizzare i tomi accatastati nella libreria. Cerca di leggerne il titolo. Niente! Solo nebbia!! Il discepolo lascia il maestro, visibilmente deluso. Ed ecco che il sintomo scompare. Il lettore comincia a snocciolare decine di titoli che gli escono dalle labbra con estrema facilità. Ma è tardi. E l’onore è macchiato per sempre.

giovedì 15 giugno 2017

QUANDO UN LIBRO VALE LA PENA ACQUISTARLO (E LEGGERLO)?



Se un libro non è un caso editoriale, potrebbe essere però un libro che merita di essere letto. Ci sono degli indicatori cui rifarsi per capire se un libro vale la pena acquistarlo oppure no. Il primo, l’essenziale, è la velocità con cui si legge. I miei due giorni possono bastare? C’è di più. Se accanto a parti scontate, utili per una lettura leggera, si trovano degli argomenti storici inediti e interessanti, e di solito ce ne sono, il valore del libro sale nelle classifiche. E se non volete leggerlo, vi consiglio comunque di regalarlo, sarà certamente apprezzato.

PERCHÉ SCRIVIAMO SUI MURI?



Chi scrive sui muri vuole anzitutto lasciare un segno. Questo è un impulso che l’uomo ha da ben prima che imparasse a scrivere, da quando viveva nelle caverne direi. Oggi la comunicazione è digitale, istantanea e alla portata di tutti. Chi sceglie di scrivere sui muri compie un atto potentissimo, controtendenza e pieno di significato. In generale comunque il cosiddetto graffitismo moderno, si sviluppa a New York sul finire degli anni ’60, quando alcuni ragazzi (poi divenuti migliaia), presero a scrivere il loro nome d’arte (spesso accompagnato dal numero civico della loro abitazione) in giro per le strade. Lo scopo principale, ovvero il significato, era quello di far girare il proprio nome ottenendo così la fama. Nomi come Julio204, Taki183, Stay High 149 sono infatti passati alla storia. Stiamo parlando del writing puro e semplice (write in inglese significa infatti “scrivere”). Successivamente l’evoluzione delle tecniche stilistiche e degli strumenti a disposizione, ha creato una sorta di scissione fra chi ha continuato a fare writing rimanendo fedele alla tradizione, e chi invece ha preferito evolvere il proprio stile e la propria tecnica per realizzare opere sempre più complesse e libere da ogni schema (aerosol art). Se quindi il significato del writing è quello di raggiungere la fama, ovvero di scrivere il proprio nome in giro ragionando più per quantità che per qualità, l’aerosol art permette all’artista di disegnare ciò che vuole, ovvero ognuno dà alla propria opera il suo significato esattamente come accade con la pittura su tela.

mercoledì 14 giugno 2017

“LA DEVOZIONE AL NONNO” DI ALBERT ANKER



Questo quadro di Albert Anker dal titolo “La devozione al nonno” è di quelli che stupiscono per la loro sincerità. Un ragazzino con il grembiule, segno del lavoro che già sta svolgendo, legge un libro al nonno malato. Sembra di sentire le parole uscire dal giovane, in una lettura non molto spedita. Ma lui continua, sente che il libro potrebbe essere gradito, anche se il nonno non riesce a dimostrare il proprio entusiasmo. E per questo ci mette tutto l’impegno che gli è possibile. È una stanza povera quella in cui si trovano. Eppure anche questo è un luogo adatto ai libri. Albert Anker è stato un pittore svizzero nel Diciannovesimo secolo. Non particolarmente noto oggi, al tempo era apprezzato per la sua capacità di trasmettere emozioni. Guardando questo quadro si capisce perché.

CURARE LA DISLESSIA CON I “CANI DA LETTURA”



Si chiamano cani da lettura e aiutano i bambini dislessici a superare la loro difficoltà nel leggere. L’idea viene dagli Stati Uniti, ma sono già diversi gli Stati ad aver copiato l’iniziativa. In Italia la tecnica è rappresentata da R.E.A.D. ITALIA, il cui sito potete raggiungerlo da qui: http://readitalia.weebly.com/. Si tratta di addestrare cani particolarmente tranquilli per stare vicino ai bambini mentre si dedicano alla lettura. Ma badate bene: non si tratta di un gioco. Il bambino dislessico fatica molto a leggere, soprattutto se qualcuno lo ascolta. Il cane da lettura però si presta come ascoltatore paziente, che sa stare accanto al giovane lettore a lungo, senza stancarsi, senza prenderlo in giro, incoraggiandolo sinceramente con le proprie coccole, prestandosi a un gioco affettuoso terminato il brano. In Italia siamo agli albori, ma è dal 1999 che esiste questa tecnica e l’efficacia è stata riconosciuta e certificata tanto che alcune scuole si sono strutturate per inserire la presenza dei cani da lettura nei propri P.O.F.( Piano dell’Offerta Formativa). Troppo pensare a un’iniziativa simile da noi? Credo che gli ostacoli da noi siano ancora molti se consideriamo che alcuni insegnanti faticano ad accettare i programmi speciali e gli ausili previsti per legge. Intanto, alcune biblioteche hanno iniziato ad accogliere le visite di questi cani. E io sono convinto che questo sia solo l’inizio.

PRESENTAZIONE DI UN LIBRO - Piccolo esempio di promozione mancata

  La promozione di un libro è come un abito confezionato su misura. Quello che vale per uno non vale per l’altro. Così è anche per le pr...