mercoledì 31 maggio 2017

ANCHE LE FORMICHE NEL LORO PICCOLO…OZIANO.



Laboriose? Macché! Pigrissime. Capaci di passare l’intera giornata a oziare. Non stiamo parlando delle cicale, famigerate perdigiorno nella cultura popolare, ma delle formiche, considerate instancabili, da sempre immolate sull'altare della produttività.
La rivista americana Science sfata il mito dell’insetto più operoso. Solo il 3% lavora sempre, una su quattro non fa nulla.
Resta da capire perché una formica non faccia niente: una teoria è che quelle totalmente inattive sono troppo giovani o troppo vecchie per lavorare.


LA SCRITTURA HA SEMPRE UNA VOCE




La prima pagina della mia vita non l’ho letta, l’ho ascoltata. Quello di leggere in pubblico è come un ritorno alle origini. Ascoltare diventa naturale e piacevole, come un viaggio in treno che permette di fantasticare e restare passivi senza essere pigri. Il suono della voce non è mai inutile. Può far innamorare o mettere in fuga. Le pause, gli occhi alzati al momento giusto, un sospiro dopo un punto: tutto questo sulla pagina scritta di un libro non c’è. Al nostro cuore e al nostro cervello, grazie all’ascolto, arrivano informazioni nuove. Da piccolo ascoltavo le favole, da papà le raccontavo ai miei figli. Dobbiamo coinvolgere e stimolare i ragazzi nella lettura letta in pubblico attraverso gli incontri. Gli scrittori inglesi e americani, quando presentano un libro, leggono. Altrettanto fanno gli scrittori tedeschi. Noi italiani invece parliamo: si chiamano chiacchere e non sempre servono allo scopo.

martedì 30 maggio 2017

LA SOLITUDINE DEGLI SCRITTORI




Per necessità, gli scrittori hanno bisogno di sognare, ideare, pianificare, ricercare e scrivere per proprio conto. Per molti, ci può essere un elemento di solitudine che coinvolge in quest’aspetto, la scrittura. Ci può essere anche una transizione per gli scrittori a imparare ad affrontare, e lavorare efficacemente con la solitudine della scrittura. L’arte e il concetto di solitudine non sono inseguiti dalla maggior parte delle persone in questo veloce e rumoroso mondo. La maggior parte delle persone richiede un po’ di tempo per abituarsi alla solitudine produttiva. Il pensiero di essere solo in realtà spaventa molte persone. Gli esseri umani, per tendenza naturale, vogliono vivere in gruppo. Alcune persone pensano che l’idea di voler stare da sole o la ricerca della solitudine siano strane o egoiste. Tuttavia, sia la necessità di impegnarsi con gli altri, sia la necessità di stare da solo sono essenziali per la felicità umana. Inoltre, nuovi studi stanno dimostrando che trovare il tempo per la solitudine, nel nostro mondo frenetico di oggi, è ancora più importante per il proprio benessere.

lunedì 29 maggio 2017

LA CRISI DEL LIBRO IN ITALIA: COLPA DELL’EDITORIA A PAGAMENTO?


 Quante volte avete provato a inviare alle più svariate case editrici il vostro “sogno” e quante volte puntualmente v’è arrivato la loro mail nella quale spesso si legge: “Gentile Autore, il vostro romanzo è editabile dalla nostra casa editrice, ma…” ed è proprio quel ma che tappa le ali ai sogni oppure per alimentare quelle famose ali non dovrai far altro che assecondare la seconda parte della loro mail: “per problemi di bilancio siamo costretti a chiedere all’Autore un contributo nell’acquisto di copie…” e qui il dilemma che attanaglia i presunti scrittori: che fare? Bruciare il sogno della vita o proseguire… purtroppo molti proseguono. I sogni vanno sempre percorsi ma con la consapevolezza di capire i propri limiti e, forse, la soluzione per coloro i quali vogliono pubblicare a tutti i costi è quella di pubblicarli con le piattaforme self, quanto meno i diritti rimango all’Autore. In Italia, a differenza che negli altri Paesi della zona euro, è riscontrato che si legge sempre di meno ed anche il formato digitale di un libro (ebook) sembra non riscontrare i favori che invece riporta in altre nazioni. Purtroppo, il fenomeno assurdo del contributo è arrivato anche nel formato digitale; ci sono infatti case editrici che per pubblicare il lavoro in ebook chiedono un contributo! Perciò è lecito sognare ma è altrettanto lecito capire bene a cosa si va incontro, quando si decide di pubblicare con contributo.

FOLLE ALLE FIERE E LIBRERIE DESERTE


A giudicare dalle folle che, sfidando il rumore e il caldo, hanno sgomitato per farsi largo tra i corridoi e gli stand del Salone del libro di Torino, si direbbe che siamo un popolo che proprio non può vivere senza un libro in mano. Purtroppo i dati non confermano. Nei primi mesi di quest’anno, il libro di consumo è rimasto quasi fermo al palo (-0,4%), con piccoli avanzamenti in alcuni settori, ma gravi deficit in altri, come nelle librerie indipendenti (-7,3%)e, manco a dirlo, nella grande distribuzione (-20,3%). La realtà è che, in questo mercato così disgregato, dove convivono gioielli raffinati di letteratura con inguardabili cianfrusaglie, si vive alla giornata. Sperando, ma senza fare troppe previsioni.

sabato 27 maggio 2017

QUALE SARÀ IL FUTURO DEI MIGRANTI E DEI RIFUGIATI?




Alcune eccellenze ci mostrano già oggi la strada da seguire. Alcune delle persone giunte in Italia per fuggire a persecuzioni e guerre in passato hanno dato il via a progetti davvero lodevoli che possiamo supportare per aiutare chi vuole farsi una nuova vita nel nostro Paese.
Salsa Migrante
Il progetto Salsa Migrante punta sull’autoproduzione come punto di partenza per la libertà e i diritti di migranti e braccianti precari. L’idea è nata in Puglia per fare in modo che lavoratori e  lavoratrici – braccianti, immigrati e non – vengano retribuiti dignitosamente per la raccolta di ortaggi e per la preparazione di salse e conserve di pomodoro.
Barikamà
Barikamà è la storia di un gruppo di ragazzi che da profughi sono diventati in pochi anni imprenditori dello yogurt consegnato in bicicletta. Questo progetto di micro-reddito ha permesso loro di fuggire dallo sfruttamento nelle campagne e di raggiungere l’obiettivo dell’autogestione del lavoro e dell’inserimento sociale. L’iniziativa è attiva a Roma.
Orti a Lampedusa
Lo scorso anno, infine, è stato avviato un progetto sociale per la nascita di nuovi orti a Lampedusa con l’obiettivo di creare una maggiore collaborazione tra la popolazione locale e i migranti. Grazie al progetto Orti a Lampedusa, quest’isola vorrebbe essere considerata soprattutto come un approdo sicuro per migliaia di persone che non solo qui hanno salva la vita, ma che proprio sull'isola hanno l’occasione di ricominciare.

LA LIBRERIA DOVE SI VENDE UN LIBRO SOLO


                         
 In Giappone fa discutere l’esperimento della libreria mono-volume: un solo titolo a settimana, affiancato da eventi e incontri finalizzati a concentrare l’attenzione su una cosa alla volta. L’ideatore è uno storico libraio di Tokio. Un libro al giorno per una settimana: questa l’idea della libreria minimalista Morioka Shoten Ginza, nata nel prestigioso quartiere di Ginza, a Tokio. Un’unica stanza con un’unico libro, o “Issatsu, isshitsu”, come dice il proprietario della libreria, Yoshiyuki Morioka, libraio da più di venti anni, che ha anche un altro negozio di libri a Kayabacho, il quartiere dei libri nuovi e usati. Nella Morioka, la stanza con “il libro della settimana”, è decorata sottotono, con legno e cemento e muri bianchi, e un tavolino nel mezzo su cui si trovano alcune copie del libro della settimana. Ospita anche alcuni oggetti d’arte – dalle fotografie alla ceramica, ai gioielli o stampe e dipinti – che fanno da sfondo al libro prescelto. Che Morioka stesso, naturalmente, ha letto, ed è disponibile a discutere con gli avventori del suo originale e curatissimo locale. Per dare la massima attenzione al libro selezionato, e ai visitatori della Morioka, il proprietario organizza anche incontri per parlare del libro e altri eventi. L’idea della libreria mono-volume è nata nel corso di un workshop tenuto da Masamichi Toyama presso la Takram Design Engineering, un’azienda di Tokio che si occupa di trovare soluzioni creative e tecnologiche per vari tipi di situazioni commerciali e ingegneristiche – che si concentrava sulla creazione d’ idee nuove per business e commercio. In quest’occasione, Morioka ha dunque concepito l’idea di una “Rigenerazione dell’atomo di un libraio: una libreria con un unico libro”, realizzata per l’appunto adesso al piano terra dell’edificio Suzuki del 1929, uno degli edifici storici di Tokio sopravvissuti al bombardamento della città nel corso della Seconda Guerra Mondiale.

RIORDINARE LA LIBRERIA DI CASA E UN INVITO A RILEGGERE I PROPRI LIBRI




Libri…Un vocabolo che è a un tempo suggestivo e affascinante. Libri e libreria... Due termini inscindibili, perché i libri, a parte quelli che stai leggendo o rileggendo, devono trovare una loro sistemazione. E quando sono tanti (da quelli acquistati in gioventù, a quelli comprati in una libreria, dalla quale è difficile uscire a mani vuote, attirati da una recensione benevola o intrigante o dalla terza di copertina spesso caratterizzata da un’ambiguità che non si differenzia da quella che accompagna qualsiasi altro prodotto e potrai smascherare leggendo il primo capitolo o solo l’incipit) potrai provare un’inevitabile delusione. Ma un libro non si getta, magari lo si mette da parte, per riprenderlo a distanza di tempo e per controllare se quella tua prima sensazione non fosse legata al momento, un momento della tua vita, in cui cercavi qualcosa senza trovarla. Anche perché è difficile staccarsi dalla carta stampata, dal piacere sottile che ti viene dal solo maneggiare un libro, dal saggiarne la copertina, dal profumo misterioso che solo la carta stampata può regalarti. E quando i libri sono tanti, devono necessariamente trovare una loro sistemazione, che non può essere che una libreria che riempirà le pareti della tua casa, rendendola più accogliente. E allora come organizzare la propria libreria, seguendo criteri non puramente estetici? Anche perché i libri non sono dei barattoli di marmellata che possono essere accostati uno all'altro, in base alla loro dimensione o al loro contenuto.
E, per favore, niente dizionari o enciclopedie. Quelli sono solo degli strumenti e il loro posto è altrove. Buona lettura, dunque, e per chi ha i capelli bianchi, buona rilettura. Rileggere è un’esperienza unica, che a volte può deludere, altre esaltare. 

COME CONDIVIDERE IL PIACERE DELLA LETTURA CON CHI CI ABITA ACCANTO



Vivete in un affollato condominio di città e non sapete come fare la conoscenza dei vostri vicini, che incontrate raramente, limitandovi, nel caso, a un frettoloso ‘buongiorno’ o ‘buonasera’? Se amate i libri, forse potreste rompere il ghiaccio condividendo questa passione con loro. In che modo? Lanciando una “biblioteca dei vicini”, proprio come ha fatto un ragazzo di Cluj-Napoca, in Romania. Dopo oltre un anno trascorso nel suo nuovo appartamento senza riuscire a fare la conoscenza di nessuno dei suoi vicini, Victor Miron ha escogitato una soluzione semplice e, al tempo stesso, ingegnosa: ha lasciato alcuni volumi presi dalla libreria di casa in un luogo comune e in vista del palazzo, accompagnati da un cartello che invitava i condomini a prendere un libro di proprio interesse, offrendone un altro in condivisione.

venerdì 26 maggio 2017

SAPEVATE CHE ANCHE HERCULE POIROT, IL DETECTIVE DI AGATHA CHRISTIE, ERA UN RIFUGIATO?


Tutti sanno che Hercule Poirot, il famoso detective nato dalla fantasia di Agatha Christie, era belga. Ma in realtà, era un rifugiato (esattamente come i siriani, gli afghani o gli eritrei di oggi): durante la Prima Guerra Mondiale, infatti, il Regno Unito accolse (bene) circa 250mila rifugiati dal Belgio, tra cui il protagonista di gialli indimenticabili… – La storiaBaffetti impomatati, testa a forma di uovo, celluline grigie in movimento, la creatura di Agatha Christie, uno dei detective più famosi della storia del giallo classico. Di Hercule Poirot conosciamo le manie, i tic, la genialità. Da quando ha fatto la sua comparsa nella scena letteraria, esattamente con The Mysterious Affair at Styles (Poirot a Styles Court) nel 1920, lo abbiamo amato incondizionatamente. Lo abbiamo amato per i suoi difetti, che Madama Agatha Christie ha descritto (crudelmente) nei minimi particolari, ma anche per quel guizzo capace di risolvere ogni delitto senza sbavature. Hercule Poirot è di fatto uno stravagante, così almeno lo considerano i suoi compagni di viaggio: l’allampanato Hastings (di cui Agatha Christie si sbarazza presto perché davvero troppo ingenuo) o il massiccio commissario Japp. Tutti sanno poi che Hercule Poirot è belga. Nei gialli c’è sempre qualcuno che lo prende per un francese e il detective si arrabbia moltissimo. E ogni volta a ribadire “sono belga, belga, belga”. Ma vi siete mai chiesti come mai Agatha Christie tra tutte le nazionalità ha scelto proprio la belga per il suo piccolo detective a forma di uovo? Semplice! Hercule Poirot era un rifugiato. Esattamente come i siriani, gli afghani, gli eritrei della nostra contemporaneità.

giovedì 25 maggio 2017

IL LINGUAGGIO DEI SEGNI



I segni di punteggiatura stanno diventando un po’ come quelli zodiacali. Percepiti sempre più come indicatori di una certa personalità, o addirittura come rivelatori dell’umore di un dato momento. Di che segno vi sentite oggi? Esclamativo! Interrogativo? Di sospensione…
Sta a vedere che torna alla moda la scrittura geroglifica, e i sentimenti e le idee non si vogliono più scrivere ma rappresentare, e non sapendo significare le cose con parole, le vorremo dipingere e significare con segni, come fanno i cinesi.
In questa prospettiva s’inserisce l’avvento degli emoticon (americani), le faccine che cercano di rendere iconicamente le emozioni di chi scrive. Con l’avvento degli emoji (giapponesi), il passaggio ai pittogrammi sembra compiuto. Al posto delle faccine si usano disegnini già pronti che riproducono oggetti e situazioni di ogni tipo e ormai con i segni di punteggiatura non hanno più nulla a che vedere.
A dominare sono le emozioni!

CHE COSA C’È DIETRO IL SUCCESSO DI CERTI ROMANZI?




Che decine di milioni di persone decidano di amare lo stesso libro è un fatto che non si spiega solo con un marketing ben congegnato. C’è in circolo anche una corrente di energia passionale, emotiva e ideologica nel senso più ampio del termine.
La cosa più affascinante nel bestseller, ad esempio, è che nessuno è in grado di prevedere che il libro diventi “di successo”, né che possa diventarlo.
Ma le attese del lettore alle varie narrazioni di un bestseller, sono molteplici: la possibilità di immettersi nel testo, disponibilità all’empatia, una gestione delle emozioni che abbia effetti antidepressivi…
Il tutto, in ogni caso all’insegna del light.

mercoledì 24 maggio 2017

SCUSI, HA DA ACCENDERE?




Inizia così l’incontro tra due punk in un parco di New York, per parlare del celebre scrittore americano William S. Burroughs, a vent'anni dalla morte. Considerato fra i padri della beat generation (movimento sviluppatosi in America a partire dagli anni cinquanta), e profeta della controcultura del novecento.

martedì 23 maggio 2017

QUANDO LO SPETTACOLO E’ UN TEATRO VUOTO




Ci troviamo all'interno di un teatro e osserviamo, pieni di sconcerto, che l’ambiente è privo di figure umane. Il silenzio è totale, il tempo è sospeso. Dov'è finita la meraviglia della cultura? Forse è stata uccisa dalla tecnologia domestica?

QUANDO LA STREET ART DIFENDE I LIBRI E LA CULTURA




I muri del mondo ospitano i lavori di molti street artist che amano i libri: da Roma a Valencia, passando dalla Polonia e dalla Sardegna, l’amore per la lettura è “rappresentato” in tante città.
“L’arte lava via dall’anima la polvere della vita quotidiana”, diceva Pablo Picasso. Attualmente la street art, fenomeno discusso, criticato, apprezzato, combattuto, tutelato, potrebbe lavare la polvere della vita quotidiana cittadina e perché no, difendere e celebrare i libri e la cultura attraverso le immagini.

“BASTA SOLDI ALLE CORRIDE. FINANZIERÒ LETTURA E SCUOLA”.LA SCELTA CONTROCORRENTE DI UN SINDACO SPAGNOLO




Fa discutere la scelta di un sindaco che, invece di finanziare le corride, aiuterà le famiglie nell’acquisto di libri scolastici.Julián Bolaños, neo-eletto sindaco socialista di Villafranca de los Caballeros, ha un giudizio personale fortemente critico nei confronti delle (discusse) corride (“Sono uno spettacolo crudele”). E la sua scelta controcorrente, sta facendo parlare in Spagna.
Il sindaco socialista di questo paesino a sud di Madrid ha infatti spiegato che utilizzerà i (limitati) fondi comunali, finora dedicati al sostegno delle corride (circa 18mila euro l’anno), per promuovere la lettura e aiutare le famiglie più povere nell’acquisto dei libri scolastici.
“E una questione di priorità, ha spiegato Bolaños, consapevole che nel suo paesino la disoccupazione è un grave problema con cui fare i conti. E ha aggiunto: “Anche i cittadini che amano le corride mi hanno chiamato per dirmi che sono d’accordo con la decisione”.

lunedì 22 maggio 2017

“IL SENSO DEL RIDICOLO”AL FESTIVAL DELL’UMORISMO

Il satireggiar del satiro


Soltanto intendendo con “umorismo” tutti gli umori,
da quello acqueo a quello vitreo,
fino all’umor nero e al r’umore dei suoni emessi,
quindi oltre il corpo umano e sovrumano,
oltre il satireggiar del satiro col satireggiato,
oltre il parodiar cortese,
che contagia ogni forma di vita priva di immaginazione universale ,
aderisco a suon di volentieri a questo festival,
per parlare finalmente della scansione degli equivoci,
delle bombe anatomiche e dei loro superstiti,
della vita degli Gnorri,
dello sciame dei mondi vicino a noi milioni di anni luce (spenta),
degli arti delle meraviglie,
o anche dello scandalo,
che fa la sopportazione del ridicolo nella cronaca,
da parte dei suoi soliti video-amatori nella rete.

domenica 21 maggio 2017

“SOTTO IL FERRO DELLA LUNA”


Poesia di Thomas Bernhard (1931-1989)
-Scrittore austriaco-

Quest’anno è come l’anno di mille anni fa,
noi portiamo la brocca e sferziamo la schiena della vacca,
falciamo e non sappiamo nulla dell’inverno,
beviamo mosto e non sappiamo nulla,
presto saremo dimenticati
e i versi svaniranno come neve davanti alla casa.
Quest’anno è come l’anno di mille anni fa,
guardiamo nel bosco come nella stalla del mondo,
mentiamo e intrecciamo cesti per mele e pere,
dormiamo mentre le intemperie consumano
alla porta le nostre scarpe infangate.
Quest’anno è come l’anno di mille anni fa,
non sappiamo nulla,
non sappiamo nulla del declino,
delle città sprofondate, del cortile in cui sono affogati
cavalli e uomini.

COME SUPERARE IL BLOCCO DEL LETTORE?


 È vero, quando si pensa al concetto di blocco in letteratura il pensiero va subito allo scrittore in crisi davanti alla pagina bianca. Ma anche il lettore – categoria più passiva nella catena letteraria, ma nemmeno troppo – può conoscere momenti di sconforto. Sarà capitato a tutti voi nella vita, magari addirittura a fasi alterne, di attraversare momenti di rallentamento nella lettura, se non di pausa. I motivi possono essere diversi: un periodo troppo impegnativo all'università o al lavoro, un libro che ci ha scoraggiato, una propensione verso altre attività culturali o d’intrattenimento, che dir si voglia, o anche solo una pigrizia che non ci sappiamo spiegare. Come affrontare questi momenti? Come tornare a godere appieno del piacere della lettura? Quali soluzioni per ricominciare a leggere? Il primo consiglio è il più scontato: siediti e leggi. Ma come spesso accade, dietro all'apparente banalità si cela una verità: bisogna scegliere di leggere, preferendo i libri a tutta una serie di attività che amiamo fare e che sottraggono tempo alla lettura. Datevi delle priorità. Come ci dicevamo poco sopra, non si può fare tutto, né tanto meno conoscere tutto. Non potete essere esperti mondiali di cinema, musica, teatro, numismatica, cucina vegana… Sempre che, essere esperti di tutto non sia il vostro lavoro, qualcosa la dovete mollare. Concentravi sulla vostra passione e ignorate felicemente il resto. Provate con un racconto. A volte sono libri troppo lunghi a demotivarci in certi momenti. Il racconto può essere la soluzione, non perché sia una lettura leggera o poco impegnativa, ma perché la sua brevità vi farà sembrare l’impresa più alla vostra portata. Datevi tempo. Se i metodi sopra non sortiscono nessun effetto, non disperatevi. È una fase passeggera, ne uscirete, è successo a tutti. Continuate a volervi bene.

sabato 20 maggio 2017

I LIBRI… COMPAGNI DI VIAGGIO



I libri hanno una straordinaria potenza di sedimentarsi nel nostro immaginario, costruendo, grazie alla lettura, un intero pellegrinaggio di luoghi e spazi. Le descrizioni, le visioni, i territori, i personaggi si muovono quindi su lande esistenti e non-esistenti che la lingua ha in potere di rivelare.
I libri sono dunque compagni di viaggio. Anche se in questi giorni aspettavamo il ciclone di turno che doveva rinfrescare l’aria, e invece, fa più caldo di prima…Dovevamo aspettarcelo. Queste perturbazioni non sono mai state affidabili. Se avete il mare vicino, vi suggerisco di fare al più presto una bella nuotata; ma se invece siete in città trovate subito un condizionatore d’aria e rilassatevi.
Buona lettura

GLI ASPIRANTI SCRITTORI…E I LORO MANOSCRITTI





Siamo spiacenti…Generalmente iniziano o finiscono così le lettere che gli editori inviano-solo nei casi in cui non possono farne a meno- ai loro aspiranti autori, per motivare in qualche modo che un certo libro non intendono pubblicarlo.
Ma quanti saranno oggi i testi rifiutati? Penso che almeno il 90% di quelli che vengono proposti riceva un cortese rifiuto. E, trattandosi di cifre elevate (qualche centinaia di migliaia di manoscritti inviati ogni anno), si può immaginare che giro di file e corrispondenza ci sia.
Se qualcuno desidera essere premiato (qualche volta), l’unica arma che può usare è quella della caparbietà, con la quale si dimostra di essere  veramente “capaci di scrivere”.

venerdì 19 maggio 2017

IL BLOG È IL MIGLIORE PIAZZISTA DI TITOLI


 Tempi duri per chi pubblica libri. Non ci si mette soltanto la crisi economica, che restringe le possibilità dei potenziali clienti-lettori. Anche la crisi d’identità e di autorevolezza in cui stanno precipitando i media ha un ruolo importante. Come «veicolare» i libri? Come promuoverli se i giornali si leggono sempre meno (e sempre più distrattamente) e se perdono di peso e di autorevolezza i critici letterari? Un modo sembra esserci. E si trova nel web. Si tratta dei social network che sempre più stanno diventando terra di conquista per chi vuole mettere in vetrina il proprio lavoro. Così le case editrici da qualche tempo hanno aperto un proprio profilo su Twitter e su Facebook in modo da arrivare direttamente al potenziale lettore. Magari fidelizzarlo su un prodotto specifico e soprattutto scoprire l’ebrezza del cosiddetto «feedback», vale a dire le sue reazioni a caldo circa la bontà o meno di un progetto editoriale. Insomma, l’editore promuove un libro e magari qualche «follower» lo acquista e lo legge e lo commenta sulla stessa pagina. In questo caso, appunto, il commento del lettore arriva direttamente negli uffici editoriali mentre un tempo si sarebbe fermato sulla soglia di una libreria.

DISQUISIRE ALL'INFINITO… PIUTTOSTO CHE ANDARCI



Sulla strada che va al paradiso c’è un bivio con un’insegna. La freccia a destra dice: “Per il paradiso”. Quella a sinistra: “Per il dibattito sul paradiso”. Tutti vanno a sinistra… Siamo fatti così!

GRANDE DISTRIBUZIONE, PICCOLA DOMANDA




Nelle vendite dei libri, la grande distribuzione organizzata perde, da vari anni, consistenti quote di mercato. Allora viene naturale porsi la domanda: quali sono le ragioni del declino di questo canale? Si tratta di un’offerta insufficiente o inadeguata per le nuove attese del pubblico o il fatto che sono crollati i lettori occasionali e non si riesce a recuperarli? Domanda che naturalmente giriamo agli addetti al settore, che ne sanno di più.

Racconto inedito: UNA MATTINA A PARIGI



... Dopo un certo periodo Daniela partorì Aisha, che in arabo significa vita, una bimba bellissima dalla pelle scura e dagli occhi chiari; alla mamma di Karim piacque tanto quel nome, mentre il suocero sembrava scontento. Ma col tempo, anch’egli si convinse, assieme a Daniela, che quello era davvero un bel nome!
Per la nascita di Aisha, Karim ebbe nuovamente la gioia di rivedere i suoi genitori e questa volta anche il fratello Samir. Questi, aveva l’hobby di incidere foto e disegni su lastre di rame, utilizzando una tecnica molto particolare...

Tratto dal libro Una mattina a Parigi, di Giuseppe Ciccia

giovedì 18 maggio 2017

Una storia inedita: UNA MATTINA A PARIGI

     


E proprio una mattina, mentre faceva le pulizie all’interno del locale, Karim vede arrivare due sorelle attratte da un biliardino posto all’ingresso.
La più grande si chiamava Daniela, maggiore di lui di quattro anni.
Queste ragazze erano assidue frequentatrici del bar, con la passione per il calciobalilla e così Karim poteva incontrarle e conoscere meglio Daniela, fino al punto d’innamorarsi. Anche lei s’innamorò e da quel momento i loro incontri erano diventati molto frequenti.

Tratto dal libro Una mattina a Parigi, di Giuseppe Ciccia

mercoledì 17 maggio 2017

GLI ITALIANI? MENO LIBRI, MENO FILM, MA PIÙ MOSTRE E SERATE A TEATRO




Come stanno cambiando i “consumi culturali” degli italiani? Stando all’Annuario statistico dell’Istat, nel nostro Paese è in calo l’interesse per il cinema, mentre si tende a uscire di più da casa per andare a teatro (qui prevale un pubblico femminile) o a vedere un concerto.
Aumenta anche l’interesse per mostre e musei. In particolare, nel corso dell’anno passato, la popolazione ha assistito ad almeno uno spettacolo o ha visitato musei e mostre.
Quanto alla televisione, resta l’attrazione preferita, in particolare dai bambini e dagli anziani. Non calano gli affezionati della radio (resta un’abitudine per il 57% della popolazione).
In discesa, invece, la lettura di libri e quotidiani.

NESSUN LIMITE ALLA DIFFUSIONE DELLE TUE OPINIONI


 Sul web tutti possono parlare con tutti. L’idea che il potere di parlare a tutti, sia appannaggio di pochi, appare ormai obsoleta. Perché dovremo ascoltare contemporaneamente la stessa persona, quando ognuno di noi ha i propri interessi e può avere conversazioni più efficaci e vicine ai propri bisogni? Il web ha liquidato quest’idea. Il web dà importanza alla connessione e alla condivisione. Più condividi, più riveli di te; più connessioni stabilisci con gli altri, più attenzione attrai. Sì, a volte la condivisione della nuova piazza è un atto di vanità, ma può anche essere un’iniziativa generosa. Questi due modelli di comunicazione, ancora coesistono nella fase in cui il vecchio modello sta cedendo il passo al nuovo. Avviene che, il web e le connessioni, cambino le nostre relazioni e il modo di parlare con gli altri. I giovani appassionati di YouTube, oggi condividono tanti video non in quanto spettacoli da consumare passivamente, come in tv, ma come simboli sociali che parlano di te e di me e del nostro rapporto. Prima pensavamo di creare un prodotto finale chiamato contenuto. Ora chiunque può creare e utilizzare questi contenuti come un modo di parlare con gli altri. Quando parliamo online, non generiamo contenuti ma contatti.

Un racconto inedito: UNA MATTINA A PARIGI


Mancavano pochi mesi per prestare il servizio militare. Karim lavorò ancora qualche mese, fino a racimolare i soldi per acquistare un biglietto per la Sardegna. Quest’isola lo aveva sempre affascinato e non vedeva l’ora di andarci; aveva sentito parlare spesso delle sue bellezze naturali, durante i frequenti programmi in lingua italiana che trasmettevano in Tunisia.
Karim non aveva alcuna intenzione di fare il militare. Si era inventata una scusa per uscire dalla Tunisia e recarsi in Sardegna.

Tratto dal libro Una mattina a Parigi, di Giuseppe Ciccia

martedì 16 maggio 2017

Un racconto inedito: UNA MATTINA A PARIGI



Karim nasce a Tunisi nel 1977. Nei primi anni frequenta l’asilo, ed è seguito da una maestra italiana, poi, all’età di sei anni inizia la scuola elementare, imparando il francese e l’arabo.
Superato questo traguardo, ha dovuto sostenere un esame per accedere alle scuole medie. Karim lo superò brillantemente e poté frequentare così la scuola fino all’età di quindici anni. Imparare il francese e l’arabo non gli è stato difficile, poiché seguiva assiduamente le trasmissioni televisive dove si parlavano queste lingue, molto diffuse in Tunisia...

Tratto dal libro Una mattina a Parigi, di Giuseppe Ciccia

LE COSE CHE POTREBBE FARE LA SCUOLA PER CRESCERE GIOVANI LETTORI



– Le scuole devono essere fornite di biblioteche dove i ragazzi possono andare da soli o con i compagni e l’insegnante a spulciare tra gli scaffali, scegliersi un libro, leggere liberamente. Se si trattasse anche di un’ora sola a settimana, creerebbe comunque una piccola abitudine, regalando un momento di pausa dal mondo e dal bisogno di esservi costantemente connessi.
– Che sia l’ora di Storia, di Geografia, poco importa. Si potrebbero far entrare in classe documenti e saggi, leggere le pagine più taglienti sull’apartheid e il nazismo. Mostrare con la forza di questi scritti perché alcune ricerche fatte frettolosamente su internet scivolano addosso all’alunno e lasciano l’amaro in bocca all’insegnante. Chi dice che dobbiamo smettere di pensare al libro che stiamo leggendo solo perché è suonata la campanella?
– Non è un caso se il modello tradizionale delle letture scolastiche assegna un libro a tutta la classe: leggere lo stesso romanzo favorisce il confronto e la lettura degli altri spesso mette in luce punti della storia che magari a te sono sfuggiti. Non può e non dovrebbe restare l’unico modo con cui ci rapportiamo al libro. Nel corso dell’anno si potrebbe lasciare libera scelta ai ragazzi o presentare una lista di titoli da cui pescare quello che ognuno sente più affine.
- Che siano in linea con gli argomenti del programma scolastico o se ne distacchino completamente, i libri fanno parte del nostro percorso didattico e mi sembra coerente che la scuola indirizzi gli alunni verso alcune letture. L’importante è che questo percorso sia condiviso: la scelta del libro è una scommessa che l’insegnante fa con l’alunno e che, se il libro è giusto, vincono entrambi.
– Accostare libri di fantascienza, gialli e horror ai classici nelle nostre letture scolastiche non è una bestemmia, è una necessità. Aprire le porte a fumetti renderebbe solo la scelta di possibili letture più vasta e interessante. Molti ragazzi che non leggono probabilmente non hanno mai incrociato il genere che li farebbe innamorare.
– È noiosa e non interessa a nessuno, neanche al professore. La scheda libro è sempre disponibile su internet come un comodo lasciapassare per convalidare la lettura del mese. Un conto è smontare un romanzo per vedere cosa ci è piaciuto e cosa no (e come ha funzionato la scrittura dell’autore) un altro è compilare una sinossi come se fosse il fine per cui si è letto.
– Non è detto che non ci si possa mettere alla prova su un libro letto in classe. Ad esempio si può chiedere agli alunni di esprimersi sulla storia sotto forma di recensione o riflettendo su uno o più aspetti del testo. La scuola dovrebbe essere il luogo in cui sviluppare e coltivare lo spirito critico dei ragazzi: quale modo migliore che partire da una lettura che si è amata o detestata?
– La lettura ha molte facce. C’è l’ascolto del libro letto ad alta voce da un insegnante, da un esperto esterno o da un attore in quei bellissimi programmi radiofonici di cui i nostri alunni ignorano l’esistenza. C’è la drammatizzazione, lo stravolgimento del testo o la traslitterazione ai giorni nostri. C’è il gioco, soprattutto con i più piccoli. Se ci permettiamo di giocare con la lettura e la scrittura, i primi a riscoprire la bellezza di quest’arte saremo noi che la insegniamo.
– Se nel programma di antologia, oltre a fare a pezzi dei romanzi per farli assaggiare agli alunni, inserissimo anche dei racconti interi non sarebbe affatto male. Anzi. Il racconto non è un saggio della scrittura di un autore, è un’opera compiuta e una storia che può essere letta dall'inizio alla fine in un breve periodo: è perfetto per obiettivi didattici e no. E poi ce ne sono di bellissimi. È il momento di puntarci di più.
– Se la lettura è vista come un’attività che si contrappone a tutto ciò che è moderno, divertente e facile, i ragazzi non leggeranno mai. Ma se riuscissimo a dimostrare che possono avere un approccio ai libri che è piacevole e personale, il discorso potrebbe cambiare. Condividere quello che ci è piaciuto di un libro (o quello che abbiamo detestato) non è più divertente che compilare una scheda libro? E ripensarne la copertina, la bandella, la quarta o la fascetta? I libri sono storie, progetti e oggetti da vendere e regalare. Guardiamoli sotto ogni punto di vista: se li considereranno vivi, li vedranno esistere anche fuori dalla scuola. Lo stesso vale per gli scrittori: approfittiamone e invitiamoli in classe. Comunque vada, sarà una bella lezione.

PROF, COS’È UN GRAPHIC NOVEL?




Nel corso degli ultimi decenni, tanto su scala internazionale quanto nel nostro paese, l’editoria ha dato ampio spazio alla pubblicazione di graphic novel. Librerie di grandi città come quelle di piccoli centri dedicano scaffalature e aree sempre più estese a queste pubblicazioni. Che cosa s’intende con questo termine? Si tratta di opere “serie”, oppure di semplici pubblicazioni “di consumo”? E dunque: è possibile impiegare questa particolare forma espressiva nella scuola e nella didattica, e con quali modalità ciò può essere possibile? Non tutti i fumetti sono graphic novel ma tutti i graphic novel sono libri a fumetti e rivendicano la libertà tipica di questo strumento di espressione. Il graphic novel – locuzione che in italiano può essere resa con “romanzo grafico” o “romanzo a fumetti” – può essere definito come una varietà dell’arte del fumetto il cui obiettivo è la narrazione e le cui storie si rifanno alla struttura tipica del romanzo: «Storie appunto grafiche, che hanno il respiro del grande racconto, dell’affresco ambizioso, dell’opera narrativamente compiuta».

lunedì 15 maggio 2017

Aspettando il 30° Salone Internazionale del Libro a Torino...


L’ULTIMA FERMATA DEL TRENO



Una storia drammatica e commovente vissuta da una pendolare sedicenne che, tornando da scuola, ha avuto la sfortuna di viaggiare da sola in quel vagone.
Dedicato alle ragazze vittime di abusi e violenze.

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30a EDIZIONE DEL SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO



Data della manifestazione
La 30a edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino si tiene da giovedì 18 a lunedì 22 maggio 2017. 

Sede della manifestazione
Lingotto Fiere, via Nizza 280 - 10126 Torino (I). 

Orari
Tutti i giorni dalle 10,00 alle 20,00. 
Dopo le 20.00 il Salone diventa Salone Off e continua con incontri, concerti ed eventi in tutta la città.

Servizi
Padiglioni 1-2-3-5: Infopoint, distribuzione programmi e mappa.
Servizi presenti: Bar, ristoranti, bookshop, bancomat, edicola.

Copertura Wi-Fi
Fastweb, sponsor tecnico della 30a edizione del Salone Internazionale del Libro, ha realizzato un collegamento a banda ultra larga in fibra ottica, che fornirà per tutta la durata della manifestazione copertura wi-fi gratuita e di ultima generazione ai visitatori, agli ospiti e relatori nelle seguenti aree: Sale convegniArena Bookstock VillageGalleria visitatoriSala StampaSpazio Università di Torino.

Punti food
Disponibilità di prodotti per chi ha esigenze alimentari specifiche, come celiaci e vegetariani.

Area Famiglie
Padiglione 5: Nursery gratuita per bambini dai 4-10 anni con personale specializzato plurilingue, noleggio gratuito fasce per trasporto bambini, area poppata e fasciatoio, parcheggio passeggini.
Un nuovo spazio dedicato alle famiglie in visita con i bambini, per riposare, allattare, per affidare i piccoli alle cure delle educatrici professioniste quando si ha bisogno di un poco di tempo per seguire in autonomia i propri interessi e le proprie passioniAperta tutto il giorno e tutti i giorni collocata nel Bookstock Village (V padiglione) l'Area Famiglie offre diversi servizi gratuiti offerti dal Salone Internazionale del Libro da GG - Giovani Genitori, la rivista per tutte le famiglie e dall’Associazione del Bambino Naturale con Il leone verdeNell’area 4-11 anni troverete uno spazio relax e merenda un baby parking per affidare i piccoli a educatrici professioniste e ai volontari che periodicamente accompagnano i bimbi ai laboratori organizzati dal Salone, passeggino parking, servizio passeggini di cortesia e servizio prestito fasce per trasporto bambini, in collaborazione con Mhug, per visitare il Salone comodamente in compagnia dei più piccoli. Nell’area 0-3 anni troverete una stanza protetta e morbida per il cambio il pannolino, per allattare, per scaldare il biberon,  ma anche per far giocare i bambini o leggere un libro, per approfondire temi con esperti, o godere di un attimo di relax. A supporto delle mamme ci saranno ostetriche e infermiere pediatriche, e un'Aula Montessori con giochi e seggioline, in cui saranno presenti per tutta la durata della fiera quattro educatrici montessoriane che seguiranno i bambini nelle attività che si terranno ogni mezz’ora  il sabato e la domenica dalle 10.30 alle 11.30 e dalle 14.30 alle 18.30, e nei pomeriggi di giovedì, venerdì e lunedì dalle 16.30 alle 18.30. 

Al Salone non ci sono barriere architettoniche.


Sono benvenuti i cani al guinzaglio.

SE VOLETE CHE S’INNAMORINO DELLA LETTURA, NON DITE AI RAGAZZI COSA LEGGERE




Il tema della promozione della lettura nelle scuole tende a dividere insegnanti, esperti e addetti ai lavori del mondo del libro. La sola certezza è che i dati sulla lettura, in Italia in particolare, non sono confortanti. E che, di conseguenza, diventa sempre più urgente lavorare (e investire) per far innamorare i più piccoli dei libri, cartacei o digitali che siano.
Stando all’ultimo rapporto Istat sulla “produzione e la lettura di libri in Italia”, tra l’altro, leggono libri il 66,9% dei ragazzi tra i 6 e i 14 anni con entrambi i genitori lettori, contro il 32,7% di quelli con genitori che non leggono libri. La propensione alla lettura è dunque fortemente condizionata dall’ambiente familiare.
Non solo: stando allo stesso rapporto, il principale fattore che limita la diffusione dei libri in Italia, per un editore su due (49,9%),è la mancanza di un’efficace educazione alla lettura.
E veniamo così al tema di un discusso sondaggio di un’importante casa editrice americana di libri per bambini e ragazzi, secondo cui, gli studenti delle scuole medie e superiori che hanno tempo per leggere libri scelti autonomamente, durante la giornata scolastica hanno più probabilità di leggere di più per piacere personale.
Stando a quest’indagine, “quando lasci scegliere ai ragazzi i libri che vogliono leggere, diventeranno lettori voraci”.
Forse varrebbe la pena smettere di “imporre” letture e riflettere sull’inserimento di un’ora al giorno di lettura a piacere nelle scuole?

KENYA: LA BIBLIOTECA ITINERANTE È… UN CAMMELLO.




50enne keniota, gira per la savana a cercare lettori con la sua Camel Mobile Library, una biblioteca itinerante trasportata da... cammelli. Il “curioso” servizio è stato ideato dal Kenya National Library Service per le popolazioni nomadi che vivono nelle desolate province di Garissa e Wajir, al confine con la Somalia.
 Sono pastori che si spostano ogni giorno. Una normale biblioteca non funzionerebbe da queste parti. I libri devono muoversi come la gente, a dorso di cammello, ha spiegato l’uomo.
La biblioteca ha quattro carovane, ciascuna composta da 3 animali che partono ogni mattina all’alba, da lunedì a giovedì, in direzione degli accampamenti dei pastori, secondo un calendario concordato con le comunità nomadi.
In un territorio in cui l’85% della popolazione adulta è analfabeta, Farah contribuisce a diffondere la cultura di base, con i suoi cammelli che trasportano ciascuno due bauli contenenti oltre 400 tomi. Ogni bambino può chiedere in prestito un paio di libri per due settimane, quando avrà finito di leggerli dovrà restituirli e potrà richiederne altri; distribuiamo gratuitamente volumi illustrati, favole, storie per ragazzi. Ma anche grammatiche e libri scolastici. Tutti i volumi sono appositamente selezionati per le comunità di nomadi, con l’obiettivo di invogliare i bambini alla lettura. Ai più giovani insegniamo a leggere, rispettando la loro cultura e le loro tradizioni”.
I nomadi hanno accettato l’iniziativa: i bambini sono entusiasti e corrono incontro ai cammelli e oltre 4 mila utenti (più di una normale biblioteca di provincia) si sono registrati al servizio.
Certo, un fuoristrada permetterebbe di velocizzare gli spostamenti, ma il cammello resta il mezzo di trasporto più pratico e affidabile. È un animale assai conosciuto e benvoluto dalle popolazioni della regione.


domenica 14 maggio 2017

A SCUOLA, MEGLIO STUDIARE SU EBOOK O SU LIBRI DI CARTA?



Gli eBook possono aiutare a studiare meglio? E i libri cartacei sono veramente alla frutta? Proviamo a fare qualche considerazione: I vantaggi del libro di carta sono ben noti e sotto gli occhi di tutti, da secoli, e non è il caso di ripeterli qui. Forse ci si può soffermare su qualche svantaggio: i libri di carta pesano, è un dato di fatto, e averne diversi nello zaino non è certo facile. I libri di carta diventano quasi rapidamente obsoleti e, se per caso c’è un errore in un’edizione, può capitare che l’editore faccia uscire una nuova edizione che viene a sua volta adottata e rende inutilizzabile il ricorso all’usato e così è una spesa maggiore per le famiglie. I libri di carta, a volte, sono molto costosi e, come dicevamo prima, possono contenere degli errori di stampa che rimangono. Questi problemi sono presenti in misura minore negli eBook: sono leggeri (in un lettore eReader quanti eBook entrano? Tantissimi!), possono avere un prezzo basso (ma anche qui dipende dalla politica dell’editore) e, nel caso di errore di stampa, possono essere facilmente aggiornati senza dover buttare la copia che si ha. Tutti vantaggi, quindi, per gli eBook? No, certamente! Gli eBook sono leggibili su una serie di supporti che vanno al di là degli eReader: un tablet può benissimo leggere gli eBook; ma un tablet permette di fare anche altro e quindi le possibilità di distrazione aumentano vertiginosamente. L’ideale sarebbe utilizzare gli eBook sugli eReader, di ultima generazione preferibilmente, che permettono anche di annotare i testi e prendere appunti. E qui il costo iniziale dell’eReader può essere notevole: certo, verrà ammortizzato nel corso del tempo con i prezzi più bassi dei libri (e poi sugli eReader si possono leggere tutti i libri, non solo quelli scolastici). Non c’è soluzione, quindi, al dilemma? Non direi. L’aurea via di mezzo vale anche in questo campo, secondo me: studiare sull’eBook può essere molto utile per alcune materie e meno utile per altre. E questo dipende molto dal metodo d’insegnamento ma anche dalla disposizione di chi studia. Demonizzare gli eBook non serve come non è utile dire che la carta è finita. Ma non si può nemmeno restare ancorati ai metodi di studio di cento anni fa.

sabato 13 maggio 2017

LA POVERTÀ NON MI LASCIA DORMIRE!



Troppe disuguaglianze oggi ci dividono e mi preoccupano; quelle economiche, culturali e sociali. La peggiore di tutte, a mio avviso, è la povertà, quella che mi fa soffrire di più e che produce tanti danni!
E’ noto come in occidente si badi più alla disuguaglianza tra classi ricche e povere, che alla povertà concreta, reale, quella dove per sopravvivere, devi chiedere aiuto a tuo fratello! Notiamo inoltre, come la distribuzione della ricchezza, in una società come la nostra, è mal gestita sia dalla classe politica sia dai media. Beninteso, la povertà non è solo di natura economica, la scopriamo purtroppo anche in altri ambiti sociali, come ad esempio quello dell’istruzione, dove la scuola (la cultura), vediamo che non è distribuita in modo uguale; tutto ciò mi mette paura e rabbia; ahimè, intravedo uno scenario cupo e triste ed una condizione di povertà culturale che mi preoccupa!

PRESENTAZIONE DI UN LIBRO - Piccolo esempio di promozione mancata

  La promozione di un libro è come un abito confezionato su misura. Quello che vale per uno non vale per l’altro. Così è anche per le pr...